Mi affaccio un po’ esitante al negozio Rrose Selavy e scruto l’interno per vedere se questa è la volta buona, se davvero oggi conoscerò Meri! Tra file di abiti appesi, tavolini con accessori vintage, manichini agghindati e quadri d’antan, scorgo una testa riccioluta e due occhi scuri che mi fissano un istante e, prima che riesca a capacitarmene, mi hanno già conquistato. Da lì  è un attimo: Meri mi invita a entrare, mi sorride e mi resta simpatica e non ho altro da aggiungere su di lei, se non che è magra, elegante e molto, molto rapida in ogni suo movimento! Ecco perché non riuscivo mai a trovarla! Mentre finisce di servire una cliente, io mi perdo tra i kilt e gli abiti vintage, fantastico a naso per aria a osservare i quadri appesi, mi provo qualche anello e alla fine concludo che un kilt e un anello devono proprio essere miei ed è in quel momento che Meri mi indica una sedia e iniziamo a parlare. E’ difficile raccontare una personalità tanto vivace, ma ci proverò. Diplomata in Ragioneria, si mette a lavorare fin da giovanissima – “Non perché in famiglia ne avessimo bisogno, ma perché il lavoro ci piace: siamo una famiglia di lavoratori!” -.  Mentre lavora, quindi, ricomincia da capo a studiare, iscrivendosi all’Istituto d’Arte e passando ore e ore nelle aule di disegno a osservare, capire e a tratteggiare nudi e ritratti – “Perché a me le cose piace farle per bene! Io devo prima formarmi delle basi solide su cui costruire!”. Poi, ancora assetata di arte, si iscrive all’Accademia di Belle Arti e nel frattempo sogna di dedicarsi all’attività che da sempre la contraddistingue: collezionare ricordi. “Non butto via niente: ho una soffitta piena di cartoline che nel tempo mi sono state inviate!”, mi dice raggiante. E a me sembra di vederla questa soffitta, con un raggio di sole che entra dal lucernario e illumina cartoline che il tempo ha sbiadito sì, ma non privato delle emozioni di allora. E così Meri, seguendo il suo impulso, ha aperto Rrose Selavy, dove si trova a ottimi prezzi vintage di classe, in perfetto stato, elegante, direttamente portato lì dalla macchina del tempo che, ne sono certa, Meri sa bene come guidare. Altrimenti come farebbe ad avere così tanti abiti belli di ogni epoca, firmati Pucci, Prada, e chi più ne ha più ne metta!? Ma glielo chiedo davvero: “Come fai, Meri? Dove trovi questi accessori, questi vestiti, queste borse bellissime?”. Lei ride, scuote la testa riccioluta, e mi risponde: “Ma sai cosa? A me piace recuperare i ricordi, tener viva la memoria perché noi siamo il nostro passato, prima che il nostro futuro!”. E come darle torto? Resto a parlarci due ore e quando esco ho la sensazione di aver trovato un’amica e di aver fatto un viaggio nel tempo, quando la genuinità dei rapporti non si estingueva nello spazio di un “like” su Facebook!