Vanessa Kubach è la vincitrice di Nouvelle Factory per il progetto Ridefinire il Gioiello, ideato e curato da Sonia Catena. L’artista nasce in Germania, vicino a Dusseldorf, in aperta campagna. Si tratta di una condizione importante per Kubach, non solo dal punto di vista personale ma anche creativo. Nel 1993 si trasferisce in Italia, a Firenze, per l’Erasmus. La città di Dante è diventata anche la sua, definitivamente dal 1995.

La spilla Danza lungo il fiume è l’opera che le ha consegnato la vittoria, e questa è la motivazione: «“In tre tempi si divide la vita: nel presente, passato e futuro. Di questi, il presente è brevissimo; il futuro, dubbioso: il passato, certo.” Seneca la sa lunga, sempre. Ed è la sua frase a esprimere quello che il gioiello di Vanessa Kubach rappresenta per noi di Nouvelle Factory.

Una spilla escatologica, in grado di raffigurare dentro e fuori il tempo che scorre e lo spazio universale che attraversa: un passato difficile da cancellare, un futuro infinito; e un presente dettato dalla sua estetica. Dall’arte di creare un monile in movimento. Non a caso l’appellativo scelto per definirlo è Danza lungo il fiume. Un corso d’acqua, quello di Kubach, avente un origine antica e rappresentata dal lapis, a cui segue l’ottone. Per arrivare all’oggi, alla sperimentazione, data da materiali quali l’acrilico e l’acciaio.

È l’eleganza contemporanea a scalfire l’occhio di chi lo guarda e a decretarlo vincitore. Non è un gioiello nostalgico, un relitto – una copia del passato. Per Nouvelle Factory è come una pepita d’oro la quale con fatica viene estratta dai ricercatori del metallo, proprio nei corsi fluviali. Una spilla esistente nel qui e ora per il domani, grazie a ieri.»

Vanessa, hai studiato prima alla scuola steineriana e poi architettura: quando ti sei affacciata al mondo del gioiello la prima volta?

– Circa dodici anni fa, quando mi sono iscritta alla scuola orafa. Del gioiello mi ha attirato sin da subito l’aspetto manuale e poi, quando vedo un materiale, una pietra, me lo immagino già sotto forma di gioiello, che per me è un elemento decorativo del corpo. Alla scuola, ho seguito vari corsi, dove ho potuto apprendere diverse tecniche. Ancora adesso seguo diversi workshop: recentemente ne ho seguito uno sul legno, un materiale poco canonico per i gioielli, ma che in realtà è molto versatile. Mi piace molto mischiare vari materiali. Il legno, poi, non è solo quello degli alberi ma anche quello delle pipe dismesse che trovo in giro, i cui colori sono molto particolari. –

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